6 thoughts on “Un approccio musicale degli anni di piombo

  1. Ho trovato quest’emissione molto interessante perché ci fa capire con un modo diverso la situazione che ha vissuto l’Italia durante questi “anni di piombo”. Penso che l’arte sia un modo interessante per studiare un periodo storico perché mostra il contesto in cui la gente viveva all’epoca. E negli anni di piombo, la musica era quasi sempre politicamente impegnata e portava messaggi forti. La gente viveva dunque sempre con questi messaggi, sia dell’estrema sinistra, sia dell’estrema destra e era dunque quasi costretta ad impegnarsi nel campo politico. Non solo la musica, ma tutto l’arte era politicizzata. Questa politicizzazione della cultura mostra bene come le tensioni erano forti, e anche come la popolazione italiana aveva sempre paura delle violenze perché potevano accadere in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e toccare tutti.
    Per di più, quest’emissione permette di scoprire nuove canzoni e nuovi artisti.

  2. Ho trovato questa trasmissione molto interessante. In effetti, parla di molti elementi di questo periodo senza essere troppo complicata, senza perdere l’ascoltatore. La narrazione è accattivante e le musiche forniscono un ambiante molto interessante, e permettono anche di fare delle scoperte musicali.

  3. Questa trasmissione fa scoprire che la violenza di quest’epoca era così importante che si rispecchiava anche nelle musiche, eppure molto diverse l’una dell’altra. Per esempio, c’erano canzoni a testo e canzoni di rock, che si esprimevano in diversi modi.
    Si può dire che la musica è rappresentativa di questo periodo chiamato “anni di piombo”, perché la maggior parte dei canzoni erano impegnate politicamente, come la gente lo era, poiché ogni persona poteva essere una potenziale vittima degli attacchi da parte di gruppi politici che erano ovunque e da nessuna parte…
    Impariamo che i “progressi” del dopoguerra nascondevano in realtà molte disuguaglianze tra la gente con lo sviluppo delle città. Poi, nel campo politico, gli Italiani erano divisi tra la destra (conservatrice) e la sinistra; per altro nuovi partiti estremisti hanno iniziato a farsi notare, come le brigate rosse (estrema sinistra), e i neofascisti (estrema destra), i quali nell’ombra tiravano le corde … Gli attacchi erano numerosi, accadevano in luoghi diversi, facevano molte vittime, ma per tanto tempo la gente non sapeva di chi diffidarsi perché le indagini erano gestite dai servizi segreti italiani, in collegamento con gli Americani che sostenevano l’estrema destra…

    Penso che questo tipo di trasmissione faccia capire le cose le più importanti da ricordare, perché le spiegazioni sono separate dalle musiche, quindi non ci sono troppe informazioni da memorizzare allo stesso tempo.

  4. La musica si è molto diversificata durante questo periodo confuso della storia italiana. Tra il neofascismo e l’estremismo politico onnipresenti, il paese era agitato fra questi due estremi. La musica fu molto influenzata dalle tensioni politiche e molti cantanti italiani si espressero su questa “guerra” interna e incessante. La forte influenza degli Stati Uniti sull’Italia, la sua economia, le sue modalità di consumo … si fa anche sentire sulla musica. Molti gruppi inglesi sono presenti in Italia. Alcuni di loro hanno anche un pubblico più grande in Italia che negli Stati Uniti, come Genesis, un gruppo rock britannico. La musica è quindi un modo di espressione molto comune per i cantanti, possono esprimersi sugli eventi attuali e dare i loro sentimenti o le loro impressioni.
    La musica è una risposta per combattere la violenza dei gruppi estremisti. Esprime in questo periodo, e più generalmente, le diverse opinioni e ci permette di imparare molto su una società e sulle preoccupazioni dell’opinione pubblica. La musica, come le opere teatrali o letterarie, rispecchia le preoccupazioni e le tensioni del periodo a cui appartiene.

  5. Questa trasmissione mi sembra molto interessante e anche divertente perché la musica fa parte della cultura e può essere molto rappresentativa di un’epoca e delle mentalità in generale. È anche piacevole ascoltare questo brano di storia attraverso la musica di artisti che conosciamo come Fabrizio di André. Guardando la playlist ho visto che una musica viene dal film “la meglio gioventù” di Marco Tullia Giordana, il regista di “I cento passi”. Attraverso questo approccio musicale degli anni di piombo ho imparato come, durante questo periodo storico, la popolazione è diventata molto politicizzata. Questo spiega, secondo me, questa diversità musicale e l’importanza dei cantautori e dei movimenti musicali “underground”. Questa politicizzazione si ritrova anche nel cinema come l’abbiamo studiato con il film “i cento passi”, e nelle arti in generale.

  6. Allora possiamo capire in questo documento che gli anni di piombo (1969-1982) in Italia sono una storia di politica e di violenza. La gente aveva paura di essere delle vittime durante questo periodo. Numerosi attentati come a Bologna o a Milano sono stati organizzati dall’estrema destra. L’attentato di Milano è successo Piazza Fontana nella banca Nazionale dell’agricoltura (13 morti, 95 feriti causati dall’estrema destra.
    Il movimento politico il più importante dell’estrema sinistra si chiama brigate rosse ed è anche responsabile di omicidi durante questo periodo. Vediamo che anche i cantautori sono divisi. Alcuni hanno scritto delle canzoni per denunciare una situazione politica e sociale come per esempio Adriano Celentano che dice nella canzone I want to know”come fa la gente a concepire di poter vivere nelle case d’oggi inscatolati come le acciughe nascono i bimbi che han già’ le rughe”.
    All’epoca, la violenza si esprimeva anche nei concerti di rock fra gruppi politicizzati nel pubblico.

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